![]() |
| (Fotomontaggio gentilmente concesso da Bombasessuale, tramite Spinoza.it, sezione Colorz) |
“il partito politico è «una compagine di persone che cercano di ottenere il controllo dell’apparato governativo a seguito di regolari elezioni” (Anthony Downs)
“Un partito politico è un'associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società o anche solo su temi specifici e particolari. L'attività del partito politico si esplica nello spazio della vita pubblica e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per "ambito prevalente" quello elettorale” (Wikipedia)
- Il partito è un’associazione;
- Il fine del partito è influenzare le decisioni pubbliche;
- Gli scopi del partito sono ottenuti principalmente attraverso la partecipazione alle elezioni;
- La strategia principale è l’occupazione di cariche elettive.
Vediamo ora il famosissimo NON Statuto del Movimento 5 stelle (che in realtà è uno statuto, come vedremo più avanti) e in particolare l’articolo 4, oggetto e finalità:
Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo (influenzare le decisioni pubbliche ndr) così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali (partecipazione alle elezioni e occupazione di cariche elettive, ndr), organizzandosi e strutturandosi (associazione, ndr) attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.
Viene quasi da ridere poi quando nello stesso articolo del suo statuto / non statuto Beppe Grillo neghi l’evidenza
Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro.
Ma perché il comico genovese non vuole identificare il suo blog come partito politico? Semplice! Perché secondo lui:
L’informazione è in mano ai partiti. (…) I partiti hanno occupato la democrazia. I parlamentari non sono eletti, ma nominati. (Comunicato politico n°1)
I partiti occupano l’informazione. I giornalisti sono servi dei partiti con poche eccezioni. (Comunicato politico n°2)
I posti alla Camera e al Senato sono già stati assegnati dalle segreterie di partito. (Comunicato politico n°6)
Gli anni ’90 hanno visto la fine delle ideologie, oggi assistiamo alla fine dei partiti. (Comunicato politico n°8)
I partiti stanno spogliando la democrazia una foglia alla volta, come un carciofo. (Comunicato politico n°13)
Le fondazioni, la lunga mano dei partiti, sono azioniste delle banche. Scelgono gli amministratori delegati, approvano i bilanci, gli investimenti. Gli italiani dormono, belli addormentati, cullati dai media controllati dai politici e dalle banche, che intorpidiscono i loro sensi. E’ un popolo di conigli, ipnotizzato da un serpente. (Comunicato politico n°16)
I partiti politici sono morti. I cittadini si devono staccare dai morti finchè sono in tempo. (Comunicato politico n°17)
I partiti hanno il potere del debito e lo usano contro di noi. (Comunicato politico n°24)
I partiti sono morti, non voglio fondare un "partito", un apparato, una struttura di intermediazione, ma dare vita a un Movimento con un programma. Chi aderisce al programma si presenta agli elettori e chiede il voto. (Comunicato politico n°25)
E così via…
Insomma, una fissa. I partiti sono i magistrati di Beppe Grillo: qualsiasi cosa sia avvenuta nella storia è colpa loro, anche il terremoto in Giappone.
Che poi chiariamo.. su alcune cose ha anche ragione, così come su alcune cose riguardanti la giustizia Berlusconi aveva ed ha tuttora ragione. Il problema è il fare affermazioni pubbliche per il proprio uso e consumo. Così come l’ex premier citava la giustizia come primo di tutti i mali per inscenare un complotto, ecco il Beppe che cita i partiti per provocare una fuga di massa… per dove?
Beh, verso l’unico NON partito che, quasi per caso, si candida alle prossime elezioni.
I partiti fanno schifo, la mia NON associazione è fighissima. I partiti decidono dall’alto grazie all’informazione, le nostre liste civiche si autocandidano sul mio sito (ma solo se rispettano il mio Non statuto). I politici guadagnano una barcata di soldi, io non sono un politico. Berlusconi era un dittatore, io sono solo un garante.
Eh già.
La funzione di garante.
E’ di questo ruolo e della famosa cacciata di Valentino Tavolazzi che vi parlerò la prossima volta. Ma ecco un’anticipazione:
Nel suo ultimo comunicato politico, il “Comunicato politico numero quarantanove”, Beppe Grillo scrive:
“Per utilizzare il simbolo del M5S i candidati devono (…) osservare le regole del Non Statuto. (Quindi in poche parole, trattasi di vero e proprio Statuto, ndr) Un documento di sette semplici punti che ha come obiettivo dichiarato di non volere trasformare il M5S in un partito. Chi non è d'accordo può chiedere ospitalità a Casini, a Vendola, a Bersani, a Bossi. C'è un'ampia scelta. Il mio ruolo è quello di garante di queste (poche) regole e di amplificatore. I media, in particolare quelli liberal e di sinistra, vogliono dividere il M5S da Beppe Grillo, il despota. Poveri coglioni.”
Autonominatosi amministratore unico del suo giocattolino, il comico sembra non voler rassegnarsi alla democrazia diretta di cui si è riempito la bocca e ha iniziato a cacciare tutti coloro i quali hanno provato a parlarne pubblicamente. Il suo movimento 5 stelle è diventato una cosa troppo importante per essere lasciata a se stessa. O forse, come dice qualcuno, troppo redditizia per essere abbandonata.
Resta il fatto che se Beppe Grillo fosse veramente democratico, lascerebbe che siano i suoi “movimentati” (se li chiamassi “elettori del suo partito” si incazzerebbe) a decidere per alzata di mano su come e chi dovrebbe portare avanti questo progetto.
FINE PRIMA PARTE
Harold Smith
Ah, dimenticavo! Merda, stronzi, vaffanculo.
PS: Un'interessantissimo e divertentissimo post sul M5S lo trovate anche qui, scritto da anonimoconiglio


ottimo post!
RispondiEliminaDa notare che un non-partito che vuole andare oltre il "destra o sinistra tanto sono lo stesso" non può produrre altro che una non-ideologia, da cui deriva il non-pensiero, da cui derivano scelte fasciste. Come quelle che abbiamo visto poco fa proprio appunto quando Valentino Tavolazzi voleva democratizzare il movimento.
Inoltre qui: «Il mio ruolo è quello di garante di queste (poche) regole e di amplificatore. I media, in particolare quelli liberal e di sinistra, vogliono dividere il M5S da Beppe Grillo, il despota. Poveri coglioni.»
Mi ricorda qualcuno che dava dei coglioni ai suoi avversari politici. Analogie. Stessi metodi di quelli che critica. Come ho scritto in passato, così come esiste un partito del amore esiste pure il partito del vaffanculo ed entrambi hanno modi simili.
Saluti :)
Santiago
PS: ah grazie del link ;)
A me sembra che l'autore di questo blog sia un gran coglione. Saccente e coglione.
RispondiEliminaA me invece sembra che l'autore di sto commento sia un grillino. Un tipico grillino.
RispondiElimina(Sull'autore del blog siamo d'accordo)
cazzo Harold ti invidio. Io ai grillini li solletico, li sprono, e niente, manco un insulto. Ormai mi manca il flame, forse perché quando si generava io ci ridevo sopra e poi li cancellavo per farli incazzare di più. Comunque è un grillino affetto di grillosità acuta.
RispondiElimina