giovedì 27 febbraio 2014

Renzi e Vannoni - Due persone sbagliate nel ruolo sbagliato

Matteo Renzi e Davide Vannoni



L’Italia è un Paese controverso, ma una cosa bisogna dirla: il suo popolo ha le più alte possibilità al mondo di raggiungere il successo senza alcuna capacità.

Se siamo stati in grado di affidare una rivoluzionaria sperimentazione scientifica sulle cellule staminali a un laureato in scienze della comunicazione, perché ci stupiamo se abbiamo “nominato” Renzi  Presidente del Consiglio?

Stiamo parlando di medicina, il cui esponente minimo ha 11 anni di studi alle spalle, non di un’organizzazione di eventi. E nel secondo caso stiamo parlando delle sorti di 60 milioni di persone, non di un consiglio comunale. Eppure..

Eppure l’italiano parte subito dicendo frasi del tipo: “E’ giovane, può solo far bene” “E’ fuori dalla logica del palazzo, quindi mi piace” “Ce la può fare” “ho visto un ballerino russo alzarsi dalla sedia a rotelle e fare il tip tap!” “Se non ce la fa lui non ce la può fare nessuno!” "Non abbiamo altre speranze". Tutte sentenze emanate senza alcuna base razionale da disperati, frasi su cui potrei essere anche d’accordo e che potrebbero anche rivelarsi vere.

Il dubbio che rimane è: non c’era proprio nessun altro su cui puntare tutte le nostre fiches? Uno che "ha studiato per un decennio le cellule staminali e pubblicato numerose ricerche"? O uno su cui dire “in questo e quest’altro ce l’ha fatta, quindi ce la può fare anche al governo”?.

Sì, c’era. Come sicuramente c’era un ricercatore a cui destinare i fondi dati a Vannoni e che non vedrà mai quei tre milioni di euro.  E ci saranno anche milioni di persone che fra qualche anno trasformeranno le frasi entusiastiche di gennaio 2014 in “Io me lo sentivo” e “Io lo sapevo”, in attesa del prossimo imbonitore.

Dobbiamo smetterla di credere che in Italia tutti possano fare tutto. E no caspita. Il medico deve essere un medico, il dentista dev’essere un dentista. E così il magistrato, il pilota dell’aereo su cui viaggi e persino quell'obeso che ti mette le cinghie prima di fare bungee jumping non dovrebbe farlo la prima volta su di te senza nessuno che gli faccia da guida almeno una volta. Che abbia una faccia rassicurante e una parlantina efficace conta poco.

E ormai siamo in volo. E mentre gridiamo attaccati a una corda chiamata Europa, speriamo bene che quel grullo sorridente di Matteo Renzi ci abbia fissato per bene, prima di lanciarci giù dal ponte alla ricerca di un rimbalzo.  

Harold   

mercoledì 29 gennaio 2014

Una moschea a Milano: il PalaIslam

(da l'intraprendente.it, un giornale padano tutto da ridere)

Confermata la trattativa per la costruzione di una moschea a Milano. Solo dopo libereranno gli assessori.

Dopo anni, arrivano i finanziamenti privati per la prima moschea a Milano. Caspita, ne hanno dovuta vendere, di roba!

Le associazioni islamiche hanno già avviato la trattativa con Palazzo Marino. Sento le risate da qui.

Sulla trattativa le bocche sono cucite. Quindi la fanno in un CIE?

Ci sono anche finanziatori italiani per la costruzione della prima moschea a Milano. L'importante è che sia lontana dal centro.

(La moschea sorgerà probabilmente nell'area degradata dell'ex PalaSharp. Giusto per non rovinarne un'altra)

Sono 25 le sigle religiose che appoggiano il progetto della moschea a Milano. Finalmente i musulmani avranno un luogo da contendersi anche qui.

Una moschea a Milano sarebbe necessaria in vista dei numerosi turisti in arrivo per l'EXPO 2015. Che però non avranno una metro per arrivarci.

I cittadini italiani non spenderanno un centesimo per la costruzione della prima moschea a Milano. Solo tante parole per la sua futura demolizione.

martedì 1 ottobre 2013

No al matrimonio tra omosessuali!

Sono contro i matrimoni tra omosessuali. Che già così non ho un sabato libero, d'estate.

(A parte che per questo motivo, sono molto liberale. Facessero quel che vogliono sti cazzo di ricchioni).

Solo in Italia posso definirmi liberale. Vi dico solo che all'estero ho Wiesenthal alle calcagna.

Che poi non ho mai capito perchè gli omosessuali si vogliono sposare. Nessuno di loro ha il proprio partner incinto.

(E anche se ce l'avessero, non li sanno tirare due pugni ben assestati?)

In fondo sarei a favore solo per rompere il cazzo a Giovanardi. Ma per quello posso sempre rollarmi una canna con la sacra sindone.

 (Giovanardi qui in un'immagine di repertorio, thanks to Lughino)

E capisco ancora meno chi si batte contro il loro matrimonio. Immaginate le loro feste!

(Tra Y.M.C.A. e trenini vari il vero vincitore sarebbe la SIAE).

Una volta sono uscito con un amico che si è poi rivelato gay. Mi vanto spesso dicendo che l'ho cambiato col mio fascino, ma in realtà è andato a scuola ai salesiani.

Ho avuto la certezza che fosse gay solo quando alla festa di Carnevale dell' ufficio si era presentato vestito da Lady Oscar. Mentre fa la doccia.

(Ricordo benissimo quel giorno. Ero travestito da Candy Crush).

Il mio capo era così incazzato che voleva chiamare i carabinieri. Ma poi ci ordinò di picchiarlo direttamente noi.

Quando il giorno dopo non si presentò, c'era un'aria strana in ufficio. Sarà la sua mancanza, saranno le bottiglie di champagne.

Poi scoprimmo che si era suicidato, ma secondo me non era il tipo. Amava troppo il cazzo per rinunciarci.

La prova schiacciante era però il cappio usato. Era di Hermes.

Vedete: non capisco proprio come un elemento del genere possa sposarsi quando ha così tante altre alternative.

E adottare dei figli poi?? ne vogliamo parlare?? glielo concederei soltanto se potessi vendergli i miei.

Sanno tutti che da genitori gay si hanno figli gay. Mio figlio avrà preso dalla mamma, che al liceo, si sa, si prova un po' di tutto.

(Io al liceo invece mi ammazzavo di seghe. Chissà se Renato se le ricorda).

Anche la Francia ha ora approvato i matrimoni gay. Sentendo il loro accento non l'avrei mai detto.

L'Italia invece è un paese virile e così deve restare. Sai com'è, stando in mutande.

Ora scusate, ma devo andare in palestra a fare glutei.

Che si sappia però: 

NO AL MATRIMONIO TRA OMOSESSUALI! 

NO ALL'ADOZIONE!

E' CONTRO NATURA!

 Anche se pare strano, avendo la natura fatto uno come me.


Harold.

mercoledì 21 marzo 2012

Beppe Grillo e il partito a 5 stelle


(Fotomontaggio gentilmente concesso da Bombasessuale, tramite Spinoza.it, sezione Colorz)


“il partito politico è «una compagine di persone che cercano di ottenere il controllo dell’apparato governativo a seguito di regolari elezioni” (Anthony Downs)

“Un partito politico è un'associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società o anche solo su temi specifici e particolari. L'attività del partito politico si esplica nello spazio della vita pubblica e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per "ambito prevalente" quello elettorale” (Wikipedia)

Gli elementi centrali delle definizioni sono dunque:
  • Il partito è un’associazione;
  • Il fine del partito è influenzare le decisioni pubbliche;
  • Gli scopi del partito sono ottenuti principalmente attraverso la partecipazione alle elezioni;
  • La strategia principale è l’occupazione di cariche elettive.

Vediamo ora il famosissimo NON Statuto del Movimento 5 stelle (che in realtà è uno statuto, come vedremo più avanti) e in particolare l’articolo 4, oggetto e finalità:

Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo (influenzare le decisioni pubbliche ndr) così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali (partecipazione alle elezioni e occupazione di cariche elettive, ndr), organizzandosi e strutturandosi (associazione, ndr) attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.

Viene quasi da ridere poi quando nello stesso articolo del suo statuto / non statuto Beppe Grillo neghi l’evidenza

Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro.

Ma perché il comico genovese non vuole identificare il suo blog come partito politico? Semplice! Perché secondo lui:


L’informazione è in mano ai partiti. (…) I partiti hanno occupato la democrazia. I parlamentari non sono eletti, ma nominati.  (Comunicato politico n°1)

I partiti occupano l’informazione. I giornalisti sono servi dei partiti con poche eccezioni. (Comunicato politico n°2)

I posti alla Camera e al Senato sono già stati assegnati dalle segreterie di partito. (Comunicato politico n°6)

Gli anni ’90 hanno visto la fine delle ideologie, oggi assistiamo alla fine dei partiti. (Comunicato politico n°8)

I partiti stanno spogliando la democrazia una foglia alla volta, come un carciofo. (Comunicato politico n°13)

Le fondazioni, la lunga mano dei partiti, sono azioniste delle banche. Scelgono gli amministratori delegati, approvano i bilanci, gli investimenti. Gli italiani dormono, belli addormentati, cullati dai media controllati dai politici e dalle banche, che intorpidiscono i loro sensi. E’ un popolo di conigli, ipnotizzato da un serpente. (Comunicato politico n°16)

I partiti politici sono morti. I cittadini si devono staccare dai morti finchè sono in tempo. (Comunicato politico n°17)

I partiti hanno il potere del debito e lo usano contro di noi. (Comunicato politico n°24)

I partiti sono morti, non voglio fondare un "partito", un apparato, una struttura di intermediazione, ma dare vita a un Movimento con un programma. Chi aderisce al programma si presenta agli elettori e chiede il voto. (Comunicato politico n°25)


E così via…

Insomma, una fissa. I partiti sono i magistrati di Beppe Grillo: qualsiasi cosa sia avvenuta nella storia è colpa loro, anche il terremoto in Giappone.

Che poi chiariamo.. su alcune cose ha anche ragione, così come su alcune cose riguardanti la giustizia Berlusconi aveva ed ha tuttora ragione. Il problema è il fare affermazioni pubbliche per il proprio uso e consumo. Così come l’ex premier citava la giustizia come primo di tutti i mali per inscenare un complotto, ecco il Beppe che cita i partiti per provocare una fuga di massa… per dove?

Beh, verso l’unico NON partito che, quasi per caso, si candida alle prossime elezioni.

I partiti fanno schifo, la mia NON associazione è fighissima. I partiti decidono dall’alto grazie all’informazione, le nostre liste civiche si autocandidano sul mio sito (ma solo se rispettano il mio Non statuto). I politici guadagnano una barcata di soldi, io non sono un politico. Berlusconi era un dittatore, io sono solo un garante.

Eh già.

La funzione di garante.

E’ di questo ruolo e della famosa cacciata di Valentino Tavolazzi che vi parlerò la prossima volta. Ma ecco un’anticipazione:

Nel suo ultimo comunicato politico, il “Comunicato politico numero quarantanove”, Beppe Grillo scrive:

“Per utilizzare il simbolo del M5S i candidati devono (…) osservare le regole del Non Statuto. (Quindi in poche parole, trattasi di vero e proprio Statuto, ndr) Un documento di sette semplici punti che ha come obiettivo dichiarato di non volere trasformare il M5S in un partito. Chi non è d'accordo può chiedere ospitalità a Casini, a Vendola, a Bersani, a Bossi. C'è un'ampia scelta. Il mio ruolo è quello di garante di queste (poche) regole e di amplificatore. I media, in particolare quelli liberal e di sinistra, vogliono dividere il M5S da Beppe Grillo, il despota. Poveri coglioni.


Autonominatosi amministratore unico del suo giocattolino, il comico sembra non voler rassegnarsi alla democrazia diretta di cui si è riempito la bocca e ha iniziato a cacciare tutti coloro i quali hanno provato a parlarne pubblicamente. Il suo movimento 5 stelle è diventato una cosa troppo importante per essere lasciata a se stessa. O forse, come dice qualcuno, troppo redditizia per essere abbandonata.

Resta il fatto che se Beppe Grillo fosse veramente democratico, lascerebbe che siano i suoi “movimentati” (se li chiamassi “elettori del suo partito” si incazzerebbe) a decidere per alzata di mano su come e chi dovrebbe portare avanti questo progetto.



FINE PRIMA PARTE

Harold Smith

Ah, dimenticavo! Merda, stronzi, vaffanculo.

PS: Un'interessantissimo e divertentissimo post sul M5S lo trovate anche qui, scritto da anonimoconiglio

martedì 28 febbraio 2012

RespiriAMO Taranto: uno slogan del cazzo

"Solo degli stupidi possono concepire un’iniziativa del genere. Come si fa? Pecore, tutte pecore."


(da tarantosupporters.it)

Piccolo riassunto:

Un gruppo di tifosi dell’ AS Taranto ha deciso di organizzare una raccolta fondi dedicata alla sponsorizzazione per una o più giornate della squadra di calcio locale. Risultato: sono stati raccolti circa 11.000 euro e, grazie a questi, il presidente della squadra ha accettato ben volentieri di imprimere lo slogan dei tifosi sulle maglie del suo team. Dalla partita dell’anno contro la Terzana fino alla conclusione della stagione.

Lo slogan è "RespiriAMO Taranto".

Che slogan del cazzo.

Sembra che il presidente della Lega Pro, Franco Ghirelli, abbia prima dato il suo ok, poi abbia ritrattato su “segnalazione”, subendo le ire degli stupidi tifosi tarantini.

E a mio parere ha fatto bene.

Come si fa ad appoggiare un’iniziativa del genere? Perché andare contro un’azienda che dà lavoro a così tante famiglie in maniera così ridicola?

Per qualche morto sul lavoro? Ma se è motivo di orgoglio avere il primato nazionale con 180 morti dall’apertura dei cancelli! (Fonte)

Per un po’ di inquinamento? Ma se Taranto è diventata famosa per quello, con più del 92% della diossina italiana prodotta! Già me li vedo i turisti tedeschi arrivati in città per la processione dei Misteri chiedersi: “Tofe essere famoza Ilva? Noi folere vedere fumi!”. Non tornerebbe nessuno l’anno dopo, altro che!

E poi, finalmente, non si producono più cozze nel Mar Piccolo.. tutti quegli allevatori col motore delle barche sempre acceso, sapete quanto gasolio bruciavano? Era un serio problema per l’effetto serra e il buco dell’ozono, eh?

Per non parlare del migliaio di capre abbattute.. cacavano dappertutto!

Grazie Ilva per tutto questo.

I 13.000 dipendenti potranno continuare a portare soldi a casa (anche se un po’ annerita) e i loro familiari continuare a seppellirli nel cimitero da voi sponsorizzato. Vi criticavano per i 150.000 euro donati al San Brunone.. ma ora li voglio vedere io tutti a bere dalle vostre fontanelle!

Grazie per il tasso di tumori più alto della media: “Se la media regionale pugliese dei decessi è pari a 100, gli ultimi dati disponibili hanno portato Taranto a quota 117 per tutte le cause di morte, a 129 per i tumori al polmone, a 474 per i tumori della pleura, a 124 per i tumori alla vescica.” (http://www.eliolannutti.it/blog/2012/01/sequestro-impianti-ilva-taranto/)

E grazie anche a te, Franco Ghirelli, che hai negato il permesso a una squadra di calcio di terza divisione di scendere in campo con quello slogan del cazzo. 

Chi l’avrebbe mai notato?

“Respiriamo Taranto”... lo sappiamo, inutile che ce lo dite. Lo vediamo anche dalle statistiche e dalle perizie! Che ce lo dite a fare?

Grazie Franco, perché sei andato a visitare il nuovo campo in erba di Paganica, in provincia de l’Aquila, ma anche grazie per non essere mai andato a vedere il “Tamburi Vecchio”, ormai chiuso perché sul campo si erano depositati più inquinanti che in una discarica. C’era un terriccio così rosso che sembrava un campo da tennis. Io l'ho visto, ci giocavo. E quando tornavo a casa avevo le calze di spugna ormai biancorosse e mio padre mi prendeva in giro, dandomi del barese. E invece era il “minerale” che arrivava dalle ciminiere vicine.

Possiamo ignorarlo ora quel campo, visto che i bambini non ci giocano più e che io sono cresciuto. Sì, loro ci vivono ancora, lì vicino, ma quello non è più calcio: è politica, lasciamola fare ad altri!

Grazie Franco perché hai detto “no”, a questa pagliacciata organizzata da pecore comuniste. Sì, pecore. Accettano questo scempio per 50 anni e proprio adesso vogliono alzare la testa? Con una maglietta poi?

Ma la abbassassero, questa testa rivoltosa.. come pecore dobbiamo vivere e morire. Come maiali ingrassati  dai resti del boom economico, che solo a Taranto devono continuare ad essere inghiottiti.

E di loro non si deve buttare via niente.

Già abbiamo rinunciato a Genova, a Terni, a Termoli… ma a Taranto no, Taranto sarà l’ultima a morire, come diceva San Cataldo.

C’è ancora un po’ di spazio? Se sì, allarghiamo la raffineria, che magari ci potrà dare qualche posto di lavoro in più. Magari ci piazzo il cugino del nonno del fratello di mio cognato.E' stata già allargata? ma allarghiamola di più! Tanto la gente dimentica.

E poi a noi che ce ne frega, Franco, è solo politica locale e noi dobbiamo pensare solo a fare il nostro mestiere. Ci è arrivata una segnalazione dall’alto e noi dobbiamo andargli incontro.

A quella segnalazione non possiamo dire di “no”, preferisco dirlo a 5000 tifosi, che tanto in genere se ne stanno zitti e muti al loro posto. Anche noi abbiamo una famiglia e una casa da mantenere. Anche noi nel nostro piccolo dobbiamo abbassare la testa.. e poi tanto non viviamo lì.

Quei reparti, non li abbiamo mai visti, neanche in fotografia. L’Ilva invece l’ho vista in fotografia, questa.

(Foto tratta da alternativasostenibile.it)


E quando ho visto quei fumi cadere sui palazzi di città, mi è tornato in mente il proverbio che diceva sempre mio nonno: è chiuvut merd e n’ha nzvat a tutt (è piovuta merda e ci ha sporcato tutti). Vorrei sentirlo ancora ripetere queste parole.. vorrei sapere che ne pensa di questa situazione.. ma ahimè, gli è venuto un tumore ed è morto. Già, il tumore gli è venuto, si dice così.

E allora, grazie Franco, perché hai mantenuto ancora vivo, per un altro giorno ancora, il ricordo di mio nonno.

Grazie perché hai soffiato su una piccola fiamma facendola divampare tra le sterpaglie delle nostre coscienze, svegliando anche quelli che si muovevano solo con il vento, sopiti.

Grazie Franco perché grazie a quello slogan del cazzo, Taranto ora crede in sé stessa, in NOI.

Già, NOI. Se ci pensate bene, noi tarantini non abbiamo mai usato questa parola prima d’ora con questa convinzione.

NOI.

RespiriAMO Taranto


Harold Smith

PS: Mentre scrivevo questo post, un incendio ha colpito un trasformatore a bagno d'olio creando una colonna di fumo che ha attraversato la città. Questa la foto scattata da Paolo Inno e pubblicata sul suo sito Instagram.



 Chissà se Franco Ghirelli pensa ancora si tratti di politica.