mercoledì 21 marzo 2012

Beppe Grillo e il partito a 5 stelle


(Fotomontaggio gentilmente concesso da Bombasessuale, tramite Spinoza.it, sezione Colorz)


“il partito politico è «una compagine di persone che cercano di ottenere il controllo dell’apparato governativo a seguito di regolari elezioni” (Anthony Downs)

“Un partito politico è un'associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società o anche solo su temi specifici e particolari. L'attività del partito politico si esplica nello spazio della vita pubblica e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per "ambito prevalente" quello elettorale” (Wikipedia)

Gli elementi centrali delle definizioni sono dunque:
  • Il partito è un’associazione;
  • Il fine del partito è influenzare le decisioni pubbliche;
  • Gli scopi del partito sono ottenuti principalmente attraverso la partecipazione alle elezioni;
  • La strategia principale è l’occupazione di cariche elettive.

Vediamo ora il famosissimo NON Statuto del Movimento 5 stelle (che in realtà è uno statuto, come vedremo più avanti) e in particolare l’articolo 4, oggetto e finalità:

Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo (influenzare le decisioni pubbliche ndr) così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali (partecipazione alle elezioni e occupazione di cariche elettive, ndr), organizzandosi e strutturandosi (associazione, ndr) attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.

Viene quasi da ridere poi quando nello stesso articolo del suo statuto / non statuto Beppe Grillo neghi l’evidenza

Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro.

Ma perché il comico genovese non vuole identificare il suo blog come partito politico? Semplice! Perché secondo lui:


L’informazione è in mano ai partiti. (…) I partiti hanno occupato la democrazia. I parlamentari non sono eletti, ma nominati.  (Comunicato politico n°1)

I partiti occupano l’informazione. I giornalisti sono servi dei partiti con poche eccezioni. (Comunicato politico n°2)

I posti alla Camera e al Senato sono già stati assegnati dalle segreterie di partito. (Comunicato politico n°6)

Gli anni ’90 hanno visto la fine delle ideologie, oggi assistiamo alla fine dei partiti. (Comunicato politico n°8)

I partiti stanno spogliando la democrazia una foglia alla volta, come un carciofo. (Comunicato politico n°13)

Le fondazioni, la lunga mano dei partiti, sono azioniste delle banche. Scelgono gli amministratori delegati, approvano i bilanci, gli investimenti. Gli italiani dormono, belli addormentati, cullati dai media controllati dai politici e dalle banche, che intorpidiscono i loro sensi. E’ un popolo di conigli, ipnotizzato da un serpente. (Comunicato politico n°16)

I partiti politici sono morti. I cittadini si devono staccare dai morti finchè sono in tempo. (Comunicato politico n°17)

I partiti hanno il potere del debito e lo usano contro di noi. (Comunicato politico n°24)

I partiti sono morti, non voglio fondare un "partito", un apparato, una struttura di intermediazione, ma dare vita a un Movimento con un programma. Chi aderisce al programma si presenta agli elettori e chiede il voto. (Comunicato politico n°25)


E così via…

Insomma, una fissa. I partiti sono i magistrati di Beppe Grillo: qualsiasi cosa sia avvenuta nella storia è colpa loro, anche il terremoto in Giappone.

Che poi chiariamo.. su alcune cose ha anche ragione, così come su alcune cose riguardanti la giustizia Berlusconi aveva ed ha tuttora ragione. Il problema è il fare affermazioni pubbliche per il proprio uso e consumo. Così come l’ex premier citava la giustizia come primo di tutti i mali per inscenare un complotto, ecco il Beppe che cita i partiti per provocare una fuga di massa… per dove?

Beh, verso l’unico NON partito che, quasi per caso, si candida alle prossime elezioni.

I partiti fanno schifo, la mia NON associazione è fighissima. I partiti decidono dall’alto grazie all’informazione, le nostre liste civiche si autocandidano sul mio sito (ma solo se rispettano il mio Non statuto). I politici guadagnano una barcata di soldi, io non sono un politico. Berlusconi era un dittatore, io sono solo un garante.

Eh già.

La funzione di garante.

E’ di questo ruolo e della famosa cacciata di Valentino Tavolazzi che vi parlerò la prossima volta. Ma ecco un’anticipazione:

Nel suo ultimo comunicato politico, il “Comunicato politico numero quarantanove”, Beppe Grillo scrive:

“Per utilizzare il simbolo del M5S i candidati devono (…) osservare le regole del Non Statuto. (Quindi in poche parole, trattasi di vero e proprio Statuto, ndr) Un documento di sette semplici punti che ha come obiettivo dichiarato di non volere trasformare il M5S in un partito. Chi non è d'accordo può chiedere ospitalità a Casini, a Vendola, a Bersani, a Bossi. C'è un'ampia scelta. Il mio ruolo è quello di garante di queste (poche) regole e di amplificatore. I media, in particolare quelli liberal e di sinistra, vogliono dividere il M5S da Beppe Grillo, il despota. Poveri coglioni.


Autonominatosi amministratore unico del suo giocattolino, il comico sembra non voler rassegnarsi alla democrazia diretta di cui si è riempito la bocca e ha iniziato a cacciare tutti coloro i quali hanno provato a parlarne pubblicamente. Il suo movimento 5 stelle è diventato una cosa troppo importante per essere lasciata a se stessa. O forse, come dice qualcuno, troppo redditizia per essere abbandonata.

Resta il fatto che se Beppe Grillo fosse veramente democratico, lascerebbe che siano i suoi “movimentati” (se li chiamassi “elettori del suo partito” si incazzerebbe) a decidere per alzata di mano su come e chi dovrebbe portare avanti questo progetto.



FINE PRIMA PARTE

Harold Smith

Ah, dimenticavo! Merda, stronzi, vaffanculo.

PS: Un'interessantissimo e divertentissimo post sul M5S lo trovate anche qui, scritto da anonimoconiglio

martedì 28 febbraio 2012

RespiriAMO Taranto: uno slogan del cazzo

"Solo degli stupidi possono concepire un’iniziativa del genere. Come si fa? Pecore, tutte pecore."


(da tarantosupporters.it)

Piccolo riassunto:

Un gruppo di tifosi dell’ AS Taranto ha deciso di organizzare una raccolta fondi dedicata alla sponsorizzazione per una o più giornate della squadra di calcio locale. Risultato: sono stati raccolti circa 11.000 euro e, grazie a questi, il presidente della squadra ha accettato ben volentieri di imprimere lo slogan dei tifosi sulle maglie del suo team. Dalla partita dell’anno contro la Terzana fino alla conclusione della stagione.

Lo slogan è "RespiriAMO Taranto".

Che slogan del cazzo.

Sembra che il presidente della Lega Pro, Franco Ghirelli, abbia prima dato il suo ok, poi abbia ritrattato su “segnalazione”, subendo le ire degli stupidi tifosi tarantini.

E a mio parere ha fatto bene.

Come si fa ad appoggiare un’iniziativa del genere? Perché andare contro un’azienda che dà lavoro a così tante famiglie in maniera così ridicola?

Per qualche morto sul lavoro? Ma se è motivo di orgoglio avere il primato nazionale con 180 morti dall’apertura dei cancelli! (Fonte)

Per un po’ di inquinamento? Ma se Taranto è diventata famosa per quello, con più del 92% della diossina italiana prodotta! Già me li vedo i turisti tedeschi arrivati in città per la processione dei Misteri chiedersi: “Tofe essere famoza Ilva? Noi folere vedere fumi!”. Non tornerebbe nessuno l’anno dopo, altro che!

E poi, finalmente, non si producono più cozze nel Mar Piccolo.. tutti quegli allevatori col motore delle barche sempre acceso, sapete quanto gasolio bruciavano? Era un serio problema per l’effetto serra e il buco dell’ozono, eh?

Per non parlare del migliaio di capre abbattute.. cacavano dappertutto!

Grazie Ilva per tutto questo.

I 13.000 dipendenti potranno continuare a portare soldi a casa (anche se un po’ annerita) e i loro familiari continuare a seppellirli nel cimitero da voi sponsorizzato. Vi criticavano per i 150.000 euro donati al San Brunone.. ma ora li voglio vedere io tutti a bere dalle vostre fontanelle!

Grazie per il tasso di tumori più alto della media: “Se la media regionale pugliese dei decessi è pari a 100, gli ultimi dati disponibili hanno portato Taranto a quota 117 per tutte le cause di morte, a 129 per i tumori al polmone, a 474 per i tumori della pleura, a 124 per i tumori alla vescica.” (http://www.eliolannutti.it/blog/2012/01/sequestro-impianti-ilva-taranto/)

E grazie anche a te, Franco Ghirelli, che hai negato il permesso a una squadra di calcio di terza divisione di scendere in campo con quello slogan del cazzo. 

Chi l’avrebbe mai notato?

“Respiriamo Taranto”... lo sappiamo, inutile che ce lo dite. Lo vediamo anche dalle statistiche e dalle perizie! Che ce lo dite a fare?

Grazie Franco, perché sei andato a visitare il nuovo campo in erba di Paganica, in provincia de l’Aquila, ma anche grazie per non essere mai andato a vedere il “Tamburi Vecchio”, ormai chiuso perché sul campo si erano depositati più inquinanti che in una discarica. C’era un terriccio così rosso che sembrava un campo da tennis. Io l'ho visto, ci giocavo. E quando tornavo a casa avevo le calze di spugna ormai biancorosse e mio padre mi prendeva in giro, dandomi del barese. E invece era il “minerale” che arrivava dalle ciminiere vicine.

Possiamo ignorarlo ora quel campo, visto che i bambini non ci giocano più e che io sono cresciuto. Sì, loro ci vivono ancora, lì vicino, ma quello non è più calcio: è politica, lasciamola fare ad altri!

Grazie Franco perché hai detto “no”, a questa pagliacciata organizzata da pecore comuniste. Sì, pecore. Accettano questo scempio per 50 anni e proprio adesso vogliono alzare la testa? Con una maglietta poi?

Ma la abbassassero, questa testa rivoltosa.. come pecore dobbiamo vivere e morire. Come maiali ingrassati  dai resti del boom economico, che solo a Taranto devono continuare ad essere inghiottiti.

E di loro non si deve buttare via niente.

Già abbiamo rinunciato a Genova, a Terni, a Termoli… ma a Taranto no, Taranto sarà l’ultima a morire, come diceva San Cataldo.

C’è ancora un po’ di spazio? Se sì, allarghiamo la raffineria, che magari ci potrà dare qualche posto di lavoro in più. Magari ci piazzo il cugino del nonno del fratello di mio cognato.E' stata già allargata? ma allarghiamola di più! Tanto la gente dimentica.

E poi a noi che ce ne frega, Franco, è solo politica locale e noi dobbiamo pensare solo a fare il nostro mestiere. Ci è arrivata una segnalazione dall’alto e noi dobbiamo andargli incontro.

A quella segnalazione non possiamo dire di “no”, preferisco dirlo a 5000 tifosi, che tanto in genere se ne stanno zitti e muti al loro posto. Anche noi abbiamo una famiglia e una casa da mantenere. Anche noi nel nostro piccolo dobbiamo abbassare la testa.. e poi tanto non viviamo lì.

Quei reparti, non li abbiamo mai visti, neanche in fotografia. L’Ilva invece l’ho vista in fotografia, questa.

(Foto tratta da alternativasostenibile.it)


E quando ho visto quei fumi cadere sui palazzi di città, mi è tornato in mente il proverbio che diceva sempre mio nonno: è chiuvut merd e n’ha nzvat a tutt (è piovuta merda e ci ha sporcato tutti). Vorrei sentirlo ancora ripetere queste parole.. vorrei sapere che ne pensa di questa situazione.. ma ahimè, gli è venuto un tumore ed è morto. Già, il tumore gli è venuto, si dice così.

E allora, grazie Franco, perché hai mantenuto ancora vivo, per un altro giorno ancora, il ricordo di mio nonno.

Grazie perché hai soffiato su una piccola fiamma facendola divampare tra le sterpaglie delle nostre coscienze, svegliando anche quelli che si muovevano solo con il vento, sopiti.

Grazie Franco perché grazie a quello slogan del cazzo, Taranto ora crede in sé stessa, in NOI.

Già, NOI. Se ci pensate bene, noi tarantini non abbiamo mai usato questa parola prima d’ora con questa convinzione.

NOI.

RespiriAMO Taranto


Harold Smith

PS: Mentre scrivevo questo post, un incendio ha colpito un trasformatore a bagno d'olio creando una colonna di fumo che ha attraversato la città. Questa la foto scattata da Paolo Inno e pubblicata sul suo sito Instagram.



 Chissà se Franco Ghirelli pensa ancora si tratti di politica.



martedì 14 febbraio 2012

Immigrato ucciso da vigile.. Quando una vita vale meno di un'altra


12 gennaio 2012: 
Nomade uccide vigile urbano investendolo con l’auto. Il Giornale decide, il giorno dopo, di posizionare l’evento in primo piano.



Guardiamo ora dove è posizionato l’evento esattamente contrario, a solo un mese di distanza: Vigile urbano spara a immigrato in fuga, uccidendolo.



Proviamo a leggere gli articoli: già dalla frase d’apertura la musica è diversa. A gennaio, Sergio Rame apre con:

“Tragedia a Milano in zona Comasina. Un vigile urbano, Niccolò Savarino, è stato investito e ucciso da un Suv dopo aver tentato di fermarne l'autista che aveva ferito un anziano nomade.”

Due giorni dopo, quando gli inquirenti scoprono che l'autista del Suv è un nomade:

"Il cerchio si stringe. I due ricercati per il brutale omicidio del vigile urbano Niccolò Savarino, travolto e ammazzato da un Suv giovedì sera, sarebbero nomadi di origine slava." (sì, in grassetto). 

Oggi, Paola Fucilieri, non accenna neanche la nazionalità della vittima. Anzi, cerca semplicemente di ricordare il precedente come se le due cose possano essere nettate tra di loro:

“Si alza la tensione a Milano. Solo un mese fa, il 12 gennaio scorso, il vigile di quartiere Nicolò Savarino veniva investito e ucciso da un nomade di origini slave alla Bovisa. Da ieri c’è sempre un vigile protagonista della cronaca cittadina, ma stavolta lui si è salvato.”

E poi la Fucilieri, evidentemente esperta di balistica e “testimone oculare”, spiega come 

“Il ghisa ha usato la pistola di servizio, una calibro 9 dopo che, davanti a lui, uno dei due fuggitivi, sceso dalla sua auto, ha estratto la sua arma, puntandogliela contro.
Alessandro A. ha reagito e ha sparato per primo, colpendo però il complice del pistolero che si è inserito all’improvviso nella traiettoria del proiettile. L’altro balordo, quello armato, a quel punto ne ha approfittato per scappare, portandosi dietro la pistola. E ora Alessandro A. è indagato per eccesso colposo di legittima difesa.”

Insomma, una sentenza di assoluzione basata sulle parole del vigile.

I commenti non sono da meno.

13 gennaio 2012:

“Mi meraviglia che l'altro poliziotto non abbia sparato all' auto in fuga. Certe belve non meritano di avere un processo lungo e costoso. Per di piu' vorrei scommettere che l'assassino verrebbe rilasciato presto in liberta' dal solito tribunale ...” (Alessandro Cardelli)

“I soliti media di m...., compreso a questo punto anche il Giornale!!! Se un pazzo uccide un italiano, terza di cronaca, se uccide un senegalese lutto nazionale. Se un criminale uccide il vigile guidando una Panda, terza di cronaca, se guida un SUV scandalo nazionale e superbollo. Paese di m...., come diceva Berlusconi.” (Albi)

Inutile riportare i commenti di quando hanno scoperto chi era l’investitore. Tra tutti, un buon riassunto:

........maledetti, loro e chi li protegge!!!! Onore all'ITALIANO massacrato vilmente e vigliaccamente da due rifiuti della società ( e come tali vanno gettati nella spazzatura)! (Renzo 1960)

Gli slavi sanno esserei delinquenti determinati e feroci.Si sono addestrati in lunghe guerre intestine e la loro indole è spesso violenta. (voceneldeserto)

(…) era meglio che il vigile gli sparava in bocca : meglio un cattivo processo (sicuro) che un buon funerale. Non riesco a concepire quanto bestie siano gli italiani : mandano giù tutto, non c'è limite a quello che sono obbligati a subire e alla fine guai a chi tocca i nomadi. (stenos)


14 febbraio 2012:

Tutta la mia solidarietà al Vigile Urbano ! (prodomoitalia)

Visti i presidi rimossi, può solo peggiorare e si è costretti a ricorrere alle armi per fermare questi delinquenti molto cari alla sinistra di pisapippa. Ed ora il vigile è pure accusato di eccesso colposo di legittima difesa, ma fatemi il piacere, dategli invece una medaglia. (gzorzi)

Con la sinistra sulla poltrona, Milano è come il vecchio Far West. (Ruy Diaz)

Perchè spett. redazione, non dite che erano due dei tanti che fanno parte delle bande di latinos che imperversano in città?? Quelli che terrorizzano i ragazzini all'uscita delle scuole, quelli che scippano gli anziani, quelli che si mettono davanti alle entrate del metrò e non si spostano neanche se gli inciampi addosso. Questi sono, questi due amici della sinistra del clero e della magistratura. Appoggio totale a questo eroe di vigile urbano e al suo collega. (lucioottavio)

Medaglia d'onore civile al Vigile Urbano per aver fermato per sempre un pregiudicato clandestino (ricordo che clandestino vuol dire che è nel nostro paese senza alcun tipo di permesso). Dovrebbero farlo tutti. La pistola è l'unico modo per fermarli, visto come si comportano i divini giudici. Tutta la mia solidarietà al vigile, complienti, ottimo lavoro! (marcocala100)


Almeno per una volta sono coerenti.

Harold Smith

AGGIORNAMENTO: ore 11.41, la notizia, su il giornale.it, non c’è più.


mercoledì 11 gennaio 2012

De Profundis

"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire."
 (Blade Runner, da iainclaridge.it)
...


Non c’è un cazzo da fare: la morte fa paura a tutti, perché:

1)    Non sai cosa c’è dopo (e se pensi non ci sia niente, è ancora peggio);
2)    Non sai quando avverrà;
3)    Non sai come avverrà (ma sai che soffrirai come un cane);
4)    C’è sempre qualcos’altro che vorresti fare prima che succeda;
5)    Sarai sempre troppo giovane per morire;
6)    Hai paura di aver sprecato la tua vita;
7)    Hai paura di essere dimenticato (e succederà, ovvio che succederà);

A me, più di tutto, spaventa il non sapere come succederà. Ho il terrore di morire in una maniera completamente stupida e inutile. Per esempio, mentre aspetti la metro un pazzo ti butta sui binari. Oppure il classico vaso caduto da un balcone. O l’amico che per rispondere a un sms mentre guida l’auto, ti fa infilare sotto un camion. E magari poi lui si salva.

Tutti hanno paura di morire, in un modo o nell’altro. E anche se dicono il contrario, il solo pensarci fa salire un brivido sulla schiena a chiunque, nella solitudine di un letto.

E’ questa paura che permette alle religioni di svilupparsi.

E’ questa paura che permette al più forte la sottomissione del più debole.

E’ questa paura che fa sì che la morte di una persona ti faccia identificare con la stessa. Sì, con quel cadavere gonfio, con quegli arti spezzati, con la testa mozzata, col corpo mummificato.

La paura atavica descritta da Omero quando Achille si fa il giretto con legato al carro il corpo di Ettore.

Ettore è morto, sai quanto se ne frega del suo cadavere?

È agli altri che fa paura quella scena. È ai troiani sulle cinte della fortezza, che vedono tutto davanti ai loro occhi.

Sanno che presto potrebbe succedere anche a loro.

Fosse successo in un posto lontano, magari ad uno straniero, nessun troiano avrebbe pianto o strepitato. È il vederlo lì, sotto ai propri occhi, a far salire lo stesso brivido di cui parlavo prima.

Con i nuovi media, i video, le dichiarazioni dei parenti, siamo tutti figli di Troia e piangiamo. Sarah Scazzi potrebbe essere mia figlia, Straccia un mio amico. “E pensare che sono passato di lì un mese fa!”. È solo immaginazione e immedesimazione. Insomma, non stiamo morendo. E soprattutto, il morto non se ne fa più niente del nostro “accorato cordoglio”, delle nostre “mani giunte in preghiera”.

Pregate, pregate pure, ma fatelo per voi e per le vostre paure.

Il morto, se avesse potuto scegliere, non avrebbe voluto essere al centro di tutte queste attenzioni. Se avesse potuto, avrebbe sicuramente scelto di fare cambio con voi, che adesso lo piangete.

Se proprio devo morire, non voglio che i miei amici piangano. Non voglio che Studio Aperto utilizzi le mie foto per fare audience. Non voglio che Vespa faccia un modellino di casa mia. E soprattutto, chi cazzo siete voi che mi piangete?

Mi conoscevate? Allora mi auguro che abbiate deciso di passare molto tempo con me, perché è tutto quello che avevo da darvi, e che ora non ho più.

Non mi conoscevate? Ma allora andatevene a fanculo. Fate e dite quello che volete, tanto io sono morto, che cazzo pensate che me ne fregherà del vostro gruppo su facebook in mio nome se, mentre lo aprite, i vermi avranno già iniziato la loro degustazione? O delle vostre preghiere, lacrime, confessioni…

Anzi, se proprio volete un parere su cosa fare dopo il mio terribile omicidio o scomparsa, se proprio volete sapere come “portare più rispetto” alla mia vita (e non alla mia morte), andate in giro e ubriacatevi fino a scoppiare. Ridete, scherzate su di me, divertitevi: quello che io avrei veramente voluto fare e vedervi fare.

Per togliere ogni dubbio, da vero spinoziano, ho preparato qualche battuta (e chiesto al mio amico The Aubergine, del blog Viola Melanzana, di farne qualcuna anche lui) nel caso in cui il mio cadavere salisse agli altari della cronaca:
 
...


Muore Harold Smith, utente di Spinoza. Finalmente potrà essere twittato una seconda volta.

Muore Harold Smith dopo atroci sofferenze. Poi ha smesso di fare battute.

Espiantati gli organi di Harold Smith. Verranno donati all’Esselunga.

Harold Smith muore carbonizzato in seguito ad un incidente stradale. Con un po’ di ferro, ne facciamo acciaio.

Harold Smith muore di cancro ai polmoni. Gli avevo detto di smettere di fumare, ma so che non è facile per una merda.

Harold Smith ucciso durante una rapina. Per riconoscerlo hanno dovuto togliergli il passamontagna.

Harold Smith violentato e ucciso da due rumeni. E vediamo se romperà ancora i coglioni a Studio Aperto.

(Toccanti le dichiarazioni di Calderoli “Era pur sempre un terùn”)

Perse le tracce di Harold Smith. Ad organizzare le ricerche parenti, amici, creditori.

I ricercatori stanno facendo il possibile per ritrovarlo, monitorando con attenzione i log di youporn.

Dalle prove raccolte, i parenti hanno perso le speranze di ritrovare Harold Smith ancora morto.

Harold Smith ritrovato in stato di avanzata decomposizione. E noi che temevamo il peggio.

Le prime dichiarazioni dalla nonna: “L’ho visto un po’ sciupato”

Oggi è l’anniversario della morte di Harold Smith. Auguriiiiiiii!!


...
 
Di « The Aubergine »

La buonanima di Harold Smith se n'è andata. Ma anni e anni fa.

Harold Smith diceva sempre quello che pensava. Se solo ci fosse stato qualcuno ad ascoltare.

Harold Smith stava parecchio sul cazzo a diverse persone. Bell'eufemismo.


...
 

Contraccambio:


Morto theaubergine. Se ne farà un altro.

The Aubergine lascia una moglie e due figli. Per queste cose non è mai troppo tardi.

(Strano che sia morto: la moglie non era d’accordo)

Il corpo di The Aubergine verrà cremato. Bisognerà tirare il fiato fino ad allora.

(La cremazione avviene a 180° per circa 45 minuti. Viola Parmigiana)

Morti The Aubergine e Harold Smith. Spinoza dà addio al Macchianera per il miglior blog andato a puttane.


Harold Smith

venerdì 9 dicembre 2011

Tassa su capitali scudati: dubbi e perplessità


 
(I capitali scudati, da abcrisparmio.it)
Preambolo:

La tassa sui capitali scudati è descritta nell’ articolo 19.4 e successivi delle “DISPOSIZIONI URGENTI PER LA CRESCITA, L’EQUITA’ E IL CONSOLIDAMENTO DEI CONTI PUBBLICI” e in particolare è descritta come segue:

“Le attività oggetto di rimpatrio o di regolarizzazione ai sensi dell’articolo 13-bis del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni e integrazioni, e degli articoli 12 e 15 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, e successive modificazioni e integrazioni, e ancora segretate, sono soggette a un’imposta straordinaria dell’1,5 per cento.”


Fine Preambolo.


Diciamolo chiaramente:

La sovratassa sui capitali scudati è il punto di “maggiore equità” nella manovra Salva Italia. 

Siamo tutti favorevoli alla sua introduzione e anzi ci chiediamo perché non si è potuto fare di più. Invece del 1,5% non si poteva chiedere il 10%? 

Almeno a primo impatto. Poi a qualcuno viene voglia di leggere quella che era la manovra che ha istituito il rimpatrio dei capitali esteri e nota subito questo punto, della legge 102/2009 che dice che:

3. Il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell'imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale.


E allora diciamolo ancor più fortemente:

La sovratassa sui capitali scudati è una delle cose più ingiuste mai elaborate dallo Stato. 

E lo dico liberamente, senza avere mai avuto un euro al di fuori dei confini italiani.

Se una legge mi promette che no, una volta rimpatriati i soldi, non verrò più tassato né perseguito per colpa di essi, per diamine, lo Stato non può tornare sui suoi passi.

È una questione di credibilità, di giustizia.

Sì, lo so, c’è la crisi, si tratta di emergenza e rischiamo di crollare con tutto l’euro.

Ma allora, in caso di crisi, a quali dei nostri principi siamo pronti a rinunciare?

E’ facile dire “per una volta fa bene lo Stato a tradire la parola data”. Ma a quel punto potrà andare bene anche una seconda e una terza volta, magari su cose che riguardano noi.


Harold Smith


Qui tutta una serie di misure assolutamente non presenti nella manovra di Monti.